La mia citta' : Padova
...la Citta' del Santo senza nome, del Prato senza erba, del Caffe' senza porte!

Italia

Veneto

Padova Vecchia
Secondo una leggenda riferita da Tito Livio e da Virgilio, Padova sarebbe stata fondata da Antenore, eroe Troiano. In realta' la nascita della citta' si deve far risalire agli Illiri che, dopo aver fondato Ateste (Este) si diffusero in tutto il Veneto. Le notizie certe sono che Padova (Patavium) nel 226 a.C. stipula un accordo commerciale con Roma e nel 49 a.C. Giulio Cesare concede alla citta' la pienezza del diritto romano iscrivendo i suoi abitanti nella tribu' Fabia. Le grandi strade romane Popilia, Postumia ed Annia collegavano Roma con Padova e con i suoi fiumi navigabili: questa situazione viaria ed il fiorente commercio della lana permisero alla citta' di progredire fino al II secolo d.C. come testimoniano i resti di numerosi mercati fluviali rinvenuti nella zona. Nei secoli successivi (1222) fu fondata a Padova l'Universitas Studiorum, tra le prime al mondo, che aveva la particolarita' unica di essere un organismo universitario controllato dagli studenti. Durante il periodo delle signorie Padova raggiunse grande splendore con la signoria di Jacopo da Carrara. Quando nel 1405 la citta' passò sotto il controllo di Venezia si ebbe un risveglio dell'attivita' culturale della citta' e lo "Studio" divenne uno dei fattori morali della fama di Padova, conosciuta per i suoi ideali di liberta' di pensiero e di parola che attiravano studenti da tutta Europa. Successivamente la citta' fu dominata dai Francesi e dagli Austriaci fino a quando nel 1866 fu annessa al Regno d'Italia dopo che la popolazione aveva partecipato attivamente ai moti del 1848, progettati nello storico Caffe' Pedrocchi. Oggi Padova e' una citta' ancora prestigiosa per lo "Studio" e molto importante nel settore commerciale come e' testimoniato dall'Universita' e dalla Fiera Campionaria Internazionale.

Stemma di Padova

Municipio

Municipio (lat="45.4070950" lon="11.8762636")

di origine duecentesca, ampiamente rimaneggiato da Andrea Moroni nel XVI secolo, si espanse nel 1904 andando ad occupare il suolo su cui insisteva il trecentesco fondaco delle Biade (malauguratamente demolito). È adornato da statue attribuite a Tiziano Minio.
Nel 1919 il Comune di Padova bandi' un concorso per la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica del Palazzo Comunale, allo scopo di ricordare i caduti nella guerra 1915-18, oltre che per risolvere il problema della costruzione di nuovi uffici. Il nuovo edificio doveva quindi saldarsi sulla fronte al medievale Palazzo degli Anziani, lungo Via Oberdan, nella facciata su Via del Municipio al palazzo cinquecentesco dell'architetto bergamasco Andrea Moroni. Vincitori del concorso furono l'architetto R. Moretti e l'ingegner G. Scarpari che ripresero lo stile del Moroni proprio nella realizzazione della facciata: sporgente tra due ali rientranti, con un ordine superiore di finestre centinate, (ad arco), a larga cornice piatta, strette tra lesene doriche, mentre al piano inferiore un ordine di finestre a cornice quadrata. L'ordine superiore risulta interrotto dal corpo centrale di una torre di stile rinascimentale, leggermente sporgente, in cui si apre il portone che immette nel Cortile d'Onore. Nella parte della torre sovrastante il tetto vi e' una sorta di cella campanaria sorreggente un cupolino cilindrico decorato all'interno da quattro statue di pietra e sormontato da un basamento con la statua in bronzo della Vittoria, opera dello scultore Orsolini. Sull'attico, intervallata da pinnacoli, delle statue simboliche; nella facciata centrale della torre, al disopra di una grande lapide col Bollettino della Vittoria del Generale Diaz, lo stemma coronato di Padova, mentre nella parte inferiore della facciata le lapidi col nome dei Caduti. Il fronte su via Oberdan, e' invece rappresentato da un loggiato in stile quattrocentesco, mentre il Cortile d'Onore e' circondato da un porticato per tre lati, rimasto incompiuto nel lato in cui avrebbe dovuto collegarsi alla facciata monumentale del Moroni.


Caffe' Pedrocchi

Caffe' Pedrocchi (lat="45.4079103" lon="11.8774223")

1826, progetto di Giuseppe Jappelli Detto ‘il caffe' senza porte’, luogo d’incontro e di intrattenimento. Alle due estremita' si trovano loggette porticate in stile neo-greco, all’interno si succedono le salette che prendono i nomi dal tricolore risorgimentale e dall’antichita' classica. Un tempo una delle sale era desinata alle contrattazioni in borsa. Importante la sala Rossini, a doppia altezza, in origine destinata al ballo, con soffitto decorato a stucco dorato. Anticamente aperto 24 ore su 24, tanto che i proprietari decisero di togliere le porte, venne da allora chiamato il caffe' senza porte.


Universita'

Universita' - Palazzo del Bo' (lat="45.4065800" lon="11.8768644")

L'Universita' di Padova e' una delle piu' antiche in Europa. Per anzianita' seconda in Italia dopo l'Universita' di Bologna. Prima di costituirsi in una sede universitaria permanente, tuttavia, nella citta' medioevale fiorivano gli studi di giurisprudenza, teologia, filosofia e medicina: esistevano quindi le condizioni per l'istituzione ufficiale che ebbe luogo il 29 settembre 1222.

Per un tour virtuale del Palazzo del Bo', visitate il sito :
http://www.unipd.it/esterni/visiteweb/index1.htm


Universita'

Ponte di San Lorenzo (lat="45.4061508" lon="11.8777657")

È il ponte meglio conservato e il piu' conosciuto di Padova romana. Esso viene ricordato in documenti medievali a partire dall'XI secolo col nome di ponte S. Stefano, denominazione in uso fino al XV secolo, dovuta alla vicinanza dell'omonimo convento femminile benedettino. Fu soltanto nel Cinquecento che, avendo assunto particolare importanza l'attigua chiesa di S. Lorenzo, il ponte prese il nome che ancora oggi lo contraddistingue.


Chiesa di S. Andrea (lat="45.4083206" lon="11.8769985")

Chiesa dedicata a S. Andrea Apostolo. Nel 1641 fu completamente ricostruita modificandone l’assetto. Dal 1875 la navata unica fu trasformata in tre navate, separate da colonne corinzie. Nel 1842 in questa contrada nacque Arrigo Boito.


La Gatta di Sant'Andrea (lat="45.4083046" lon="11.8769084")

la Gatta di Sant'Andrea, sorge su una colonna antistante alla relativa chiesa, ed e' costituita da una statua piuttosto rozza. Originariamente era un Leone di San Marco, abbattuto nel 1797 dai francesi all'indomani della caduta della Serenissima. Venne ricostruito - nell'attuale incompiuta forma - dallo scultore Francesco Chiereghin, in seguito alla restaurazione sancita dal Congresso di Vienna.


Chiesa di S. Maria dei Servi

Chiesa di S. Maria dei Servi (lat="45.4040480" lon="11.8757057")

Innalzata sul finire del XIV secolo, per volere di Fina Buzzaccarini, moglie di Francesco il Vecchio da Carrara, ed affidata ai Padri Serviti, la chiesa, a navata unica con cappelle laterali, ha un bel portico su via Roma del 1511 e all'interno opere di Jacopo da Montagnana, Stefano dall'Arzere, Girolamo dal Santo, Bissoni, Pitocchi e Bonazza.


Chiesa di S. Luca

Chiesa di S. Luca (lat="45.4030475" lon="11.8733212")

Fondata nell'XI secolo fu distrutta forse in occasione del grande incendio del 1178 e all'inizio del Duecento, quando fu demolita per completare il tracciato della prima cinta muraria. In seguito fu ricostruita in scala ridotta e consacrata nel 1381. Tra il 1778 e il 1781 subi' una radicale ristrutturazione che ne alterò completamente la struttura. In questa chiesa venne battezzato il 6 maggio 1655 Bartolomeo Cristofori, l'artigiano che inventò il pianoforte nel 1698. All'interno di particolare rilievo sono una bella tela di Pietro Damini, un prezioso affresco trecentesco sopra l'altare e il monumentale altare secentesco nella Cappella del Santissimo.


Palazzo della Ragione




Palazzo della Ragione (lat="45.4071808" lon="11.8751478")

Il palazzo, detto popolarmente il Salone, fu eretto nel 1218 e fu rinnovato nelle forme attuali nel 1306 da Fra' Giovanni degli Eremitani. e' uno dei monumenti piu' tipici di Padova, l'espressione piu' viva del suo periodo comunale e quasi il suo emblema. Con la caratteristica copertura a carena, che lo rende simile ad una grossa nave rovesciata, con le agili arcate su esili colonnine delle logge che si rincorrono sulle due lunghe fronti, con i bassi portici terreni che aggiungono piu' intense zone d'ombra nel vario e ricco gioco chiaroscurale, esso mette nell'ambiente popolare dei mercati una singolare nota di nobilta' e gentilezza.
Era la sede dei tribunali cittadini. Il piano superiore e' occupato da una delle piu' grandi sale pensili del mondo, detto "Salone" (m 81x27; h 27)con soffitto ligneo a volta. Il Salone e' affrescato da un grandioso ciclo di affreschi a soggetto astrologico (1425-1440). Nella sala e' conservato un gigantesco cavallo ligneo, costruito per una giostra nel 1466.


Piazza della Frutta

Piazza della Frutta (lat="45.4075934" lon="11.8753320")

Piazza delle Erbe e piazza della Frutta sono divise dal Palazzo della Ragione e sono sede, da sempre, del pittoresco mercato. Dalla fine del XII secolo vi si svolge ancora oggi il mercato popolare di frutta e verdura, con bancarelle in legno su ruote.


Piazza della Frutta

Il Peronio (lat="45.4077595" lon="11.8757148")

Il Peronio e' una colonna medievale posta a meta' di Piazza della Frutta. Era probabilmente il sostegno di un tendone per usi commerciali e il suo nome deriva dal latino perones, le calzature in cuoio che vi venivano vendute. Sui quattro lati del capitello presenta dei bassorilievi che rappresentano frutta e derrate. Dopo essere stata posta in Prato della Valle per quasi un secolo, a meta' anni novanta e' stata ripristinata nella sua posizione originale.


Torre degli Anziani (lat="45.4075241" lon="11.8759203")

Era crollata, a quanto sembra, nel terremoto del 25 gennaio 1248, mentre alcuni anni prima vi era collocata la grande campana del comune che richiamava a raccolta i cittadini appartenenti al Consiglio maggiore e che in seguito fu sostituita da un'altra a causa di un bottino di guerra. Appartenente alla famiglia Camposanpiero, ricostruita nel 1296 e abbassata nel 1939. A questa si addossa il palazzo degli Anziani, il nucleo piu antico degli edifici comunali.


Piazza delle Erbe

Il Ghetto (lat="45.4060221" lon="11.8752337")

A sud della piazza delle Erbe si snoda un labirinto di strade strette che formano il Ghetto ebraico, operante dal 1603 e abolito nel 1797, anno in cui, sotto la spinta della Rivoluzione Francese, gli ebrei furono dichiarati liberi e uguali. I primi insediamenti ebraici a Padova risalgono al secolo XII, ma e' dopo la meta' del XIV sec. che si assiste ad una cospicua immigrazione straniera di prestatori e soprattutto di studenti, grazie alla nascita dell'Universita' che, a differenza di tutte le altre site in Italia ed in Europa, accettava studenti di religione ebraica. Padova divenne cosi' punto di incontro di ebrei di diversa provenienza e cultura che, lasciando gli insediamenti originali di S. Leonardo, si stabilirono piu' al centro della citta': gli italiani nella zona di Porta Altinate, i tedeschi (askenzini) e gli spagnoli (refarditi) nella zona dietro S. Canziano.


Piazza delle Erbe

Piazza delle Erbe (lat="45.4069593" lon="11.8751349")

Piazze delle Erbe, con la fontana collocata nel 1930 vicino alla quale si collocano i mercanti di fiori, e' una delle due piazze su cui si affaccia ciascuna delle due facciate del Palazzo della Ragione. Ospita un mercato ortofrutticolo che si svolge quotidianamente, mentre alla sera, in particolare il mercoledi', e' affollata di persone che si incontrano per il rito dell'aperitivo, che in citta' ha la sua espressione tipica nello spritz.


Chiesa di S. Canziano

Chiesa di S. Canziano (lat="45.4065084" lon="11.8762439")

La data 1617 indica la conclusione dei lavori di ricostruzione ed ampliamento della chiesa primitiva, una delle piu' antiche della citta', citata in un atto notarile del 1034 e gravemente danneggiata dal disastroso terremoto del 1117 e dal terribile incendio del 1174. Questi lavori, iniziati presumibilmente qualche decennio prima, comportarono anche un cambiamento di asse, trasferendo la zona presbiteriale da est a sud, ma lasciando inalterato il campaniletto romanico che ancora oggi spunta tra i tetti delle case vicine. Il restauro del 1955 ha messo in luce, sul fianco destro della attuale costruzione, parte della vecchia facciata con il rosone ed alcune finestrelle, di un periodo che si ritiene successivo al 1117. La chiesa e' dedicata ai santi fratelli Canziano, Canzio, Canzianilla e a Proto, martiri di Aquileia (31 maggio 304). I tre fratelli e il loro maestro Proto, secondo quanto racconta Venanzio Fortunato, appartenevano alla antica e nobile gente degli Anicii, stabilitasi ad Aquileia. Scoperti e condannati come cristiani durante la persecuzione di Massimiano, avevano subito il martirio.


Piazza delle Erbe

Palazzo di Ezzelino (lat="45.4086324" lon="11.8761231")

La fabbrica originale sembra risalire all'origine del XII secolo, ma l'immagine architettonica sembra essersi configurata per lo piu' intorno al XIII secolo, per le analogie con gli edifici comunali risalenti allo stesso periodo, evidenti ad esempio nelle forme delle bifore del piano superiore. La casa, sormontata da un elegante stemma in pietra di Nanto del XV secolo, subi' un incendio nel 1760, dal 1794 al 1873 i locali sovrastanti al volto furono ridotti a sala teatrale. Sulla facciata del palazzo a destra del Vòlto della Malvasia, lapide con medaglione in bronzo, a memoria di Flavio Busonera, membro della Resistenza, qui barbaramente impiccato nel 1944. Il palazzo e' attualmente un edificio privato e non e' visitabile internamente.


Piazza dei Signori

Piazza dei Signori (lat="45.4077100" lon="11.8734000")

Piazza dei Signori, sede municipale originaria del 1539, la Torre dell’Orologio (1423), il primo in Italia del 1344, ma rifatto nel 1437 e la Porta del Falconetto, che separa Piazza dei Signori da Piazza Capitaniato.
E' uno degli spazi piu' suggestivi e vitali di Padova, una delle piazze simbolo della sua storia ma anche del suo presente vivace e attivo, e' cosi' chiamata perche' qui sorgeva il "Palazzo della Signoria", la Reggia dei Carraresi, Signori di Padova dal 1318 al 1405. La piazza si adattava meravigliosamente alle riunioni e al passeggio dei nobili. Dal popolo fu dapprima chiamata della "Desolazione", per i ruderi dei palazzi, demoliti dalle opposte fazioni o partiti; poi dei "Trionfi", per le magnifiche feste che vi si svolgevano. Il 9 maggio 1848, dopo un infervorato discorso del Padre Alessandro Gavazzi, per raccogliere fondi, armi e uomini da arruolare "sotto la santa bandiera dei Crociati, combattenti per la liberazione del Veneto dal giogo austriaco" fu solennemente imposto alla Piazza il nome di Pio IX. In tempi a noi vicini fu anche chiamata "Piazza Unita' d'Italia", ma poi si ritornò al vecchio nome. Qui si facevano le giostre, i tornei e al giovedi' grasso si rappresentava la caccia al toro. Nel 1500 qui era l'arrivo della "Corsa degli asini, delle putte (ragazze) e degli ebrei" che partiva dalla Porta dei Molini. La festa si faceva in ricordo della vittoria e della conquista della nostra citta', compiuta dai veneziani nel 1509, combattendo contro l'Imperatore Massimiliano I d'Asburgo.
Piazza dei Signori la mattina e' un vero e proprio punto di incontro per chi desidera fare un acquisto nei tanti negozi o soffermarsi fra le bancarelle a curiosare fra la merce esposta, ma dal pomeriggio, quando gli ambulanti chiudono la loro attivita', la piazza cambia d'abito, si veste di armonia, lasciando libero lo scorcio dei portici. Le case che si affacciano sulla piazza, di epoche varie, soprattutto ottocentesche, godono del privilegio di essere in prima fila e di poter assistere allo spettacolo che ogni giorno la piazza offre con i colori del mercato e le magnificenze dell'architettura. Piazza dei Signori mantiene ancora oggi il ruolo di salotto cittadino, con gli eleganti negozi, il tradizionale mercato e la bellezza dei monumenti che coronano e completano lo scenario. Un angolo di Padova in cui sono custodite e riunite significative testimonianze della storia, delle tradizioni e dell'arte della citta'.


Loggia del Consiglio

Loggia del Consiglio (lat="45.4075241" lon="11.8733883")

Detta della Gran Guardia, fu eretta nel 1496 e finita di costruire nel 1533.
Iniziata da Biagio Bigoio su disegno di Annibale Maggi da Bassano, fu terminata dopo che Giovanni Maria Falconetto fece un suo significativo intervento. La Loggia e' preceduta da una scalinata e ornata da bifore e trifora centrale. La sala superiore e' ornata da affreschi di Antonio Torri del 1667, che narrano episodi leggendari, ma non della storia della citta'.


Loggia del Consiglio

Loggia dei Carraresi (lat="45.4075241" lon="11.8708563")

È il principale edificio sopravvissuto della Reggia Carrarese, il complesso che i Da Carrara, signori di Padova, fecero costruire durante il XIV secolo. Il fronte della loggia e' caratterizzato dalle belle colonne in marmo veronese mentre nelle stanze retrostanti, sede dell'antica cappella privata, si trovano alcuni affreschi del Guariento. Dalle mure a Ponente partiva il cosiddetto traghetto alle mura, il passaggio sopraelevato che univa la Reggia alla Torlonga. Un'ala della loggia fu demolita nel 1877 dall'architetto Camillo Boito per fare posto all'adiacente scuola elementare


Chiesa di S. Clemente

Chiesa di S. Clemente (lat="45.4076061" lon="11.8740324")

La prima notizia riguardante la Chiesa di s.Clemente risale al 1190. La sua posizione tra le grandi piazze padovane la legò in passato oltre che alla funzione religiosa, anche a quella di centro e riferimento delle attivita' artigianali. L'attuale facciata, scandita da monumentali lesene e culminante con un grande timpano con le statue di s.Clemente, s.Giustina e s.Daniele venne realizzata alla fine del Cinquecento nell'ambito del processo di ristrutturazione di Piazza dei Signori. All'interno si trovano alcune pale secentesche, un'interessante pala di Luca Ferrari (ca. 1640), e, presso l'uscita, una bella tela di Pietro Damini.


Chiesa di S. Nicolo'

Chiesa di S. Nicolo' (lat="45.4088974" lon="11.8727016")


Di aspetto medievale ma in realta' frutto di successivi rifacimenti e restauri, la suggestiva chiesetta di s.Nicolò e' un piccolo gioiello nascosto nel cuore di Padova. L'interno diviso in navate coperte da volte a crociera costolonata (sec. XV), racchiude affreschi che si possono datare agli anni intorno al 1372 (Storie di s.Giovanni e Crocifissione).

Teatro Verdi

Teatro Verdi (lat="45.4090261" lon="11.8713713")

Inaugurato l'11 giugno 1751 con il nome di Teatro Nuovo, l'edificio e' stato realizzato su commissione di una Societa' di nobili, che affidarono il progetto ad Antonio Cugini di Reggio e la costruzione al padovano Giovanni Gloria. Il Nuovo, nell'arco di un secolo, viene piu' volte restaurato, fino all'intervento di Giuseppe Jappelli, che progetta la sala e l'attuale facciata: il Teatro riapre i battenti il 12 giugno 1847. Sala, foyer e Ridotto devono il loro aspetto attuale al progetto dell'architetto Achille Sfondrini (lo stesso che progetto' il Teatro dell'Opera di Roma). Il teatro viene inaugurato l'8 giugno 1884, con il nome di Giuseppe Verdi. Gravemente danneggiato dai bombardamenti austriaci del 1917, l'affresco della cupola viene rifatto da Giuliano Tommasi e decorato con motivi allegorici.


Cattedrale del Duomo

Cattedrale del Duomo (lat="45.4069662" lon="11.8724012")

L’origine della cattedrale risale al V sec. a.C., ma fu piu' volte distrutta da incendi e terremoti nel corso dei secoli. I lavori di rinnovamento ebbero inizio nella meta' del XVI sec. su progetto di Michelangelo.
L´attuale Duomo fu compiuto tra il XVI ed il XVIII secolo, su progetto di Andrea da Valle. Belle statue dell´artista toscano Giuliano Vangi abbelliscono il nuovo Presbiterio, inaugurato nel 1997. Collegato alla Cattedrale e' il Battistero del XII secolo. L´interno fu interamente affrescato da Giusto de´ Menabuoi nel 1375-78 con le storie della Genesi, dell´Apocalisse e di s.Giovanni Battista, al quale il Battistero e' intitolato. Assieme alla Basilica di Sant´Antonio, alla Basilica di s.Giustina e al Santuario di s.Leopoldo, la Cattedrale e' stata scelta quale chiesa giubilare di Padova per il Giubileo del 2000.


Battistero del Duomo

Battistero del Duomo (lat="45.4069233" lon="11.8725300")

Pregevole esempio di arte romanico-lombarda del XII sec., e' uno dei monumenti d’arte piu' insigni di Padova. Alle pareti la vita di Gesu' e di S. Giovanni Battista, opera di Giusto de Menabuoi; sulla cupola due giri concentrici raffigurano i principali episodi dell’antico testamento.


Monte di Pieta'

Monte di Pieta' (lat="45.4067352" lon="11.8726784")

Il palazzo e' un edificio storico, costruito nella prima meta' del Cinquecento sui resti - un portico a sei fornici e il paramento murario sottostante - di un precedente palazzo distrutto da un incendio. Il nuovo edificio venne destinato, su richiesta di Piero Barozzi, vescovo di Padova, a sede principale del Monte di Pieta', l'istituzione fondata da Bernardino da Feltre (Feltre 1439 - Pavia 1494), dell'Ordine di S. Francesco dell'Osservanza, predicatore di talento e promotore di associazioni di beneficenza, oltre che di culto, volte a combattere la piaga dell'usura.


Arco Vallaresso

Arco Vallaresso (lat="45.4069256" lon="11.8727327")

Ricorda l'opera svolta dal condottiero veneziano Alvise Vallaresso a favore della popolazione colpita dalla peste nel 1630. Realizzato nel 1632 su disegno di Giovan Battista della Scala, completava la reggia carrarese gia' in loco.


Oratorio di S. Rocco e Chiesa di S. Lucia

Oratorio di S. Rocco
e Chiesa di S. Lucia (lat="45.4086399" lon="11.8753195")

Oratorio a due piani, ospita il ciclo di affreschi di Gualtiero Padovano, ispirati alla vita del Santo.
La chiesa, citata in un documento del 964, fu sede della corporazione dei ‘Frutaroli’ e ‘Caligari’. Nel 1711 fu ricostruita su progetto di Gerolamo Frigimelica la realizzazione fu del suo collaboratore Sante Bonato (VIII sec.). Il corpo dell’edificio e' in semplici mattoni, l’interno si presenta a pianta rettangolare, con gli angoli tagliati. Vi sono conservate la pregevole pala Incredulita' di S. Tommaso, opera di Alessandro Varotari detto il Padovanino (1588-1649), e la pala d’altare del presbiterio Chiesa orante e glorificazione dell’Eucarestia, eseguita da Amleto Sartori nel 1959. Notevole il S. Luca, opera di G. Battista Tiepolo.


Porta Altinate

Porta Altinate (lat="45.4089403" lon="11.8784094")

Delle 19 porte medievali ne e' rimasta una, porta Altinate; mentre altre sei (Molino, Pontecorvo, Portello, S. Croce, S. Giovanni, Savonarola) risalgono al '500. La cinta muraria cinquecentesca e' tra le piu' importanti d'Europa.


Chiesa di S. Sofia

Chiesa di S. Sofia (lat="45.4073524" lon="11.8844604")

Con la Cattedrale e con s.Giustina e' senza dubbio uno dei primi luoghi di culto del cristianesimo a Padova. Secondo alcuni studiosi sorgerebbe sulle rovine di un tempio pagano. L'origine dell'edificio risalirebbe all'epoca longobarda-carolingia. Da un privilegio del vescovo Sinibaldo del 1123 si sa che una chiesa dedicata a s.Sofia qui esisteva nel 1106 e veniva ricostruita. Una terza fase risalirebbe al 1123-27. La facciata inclinatasi ha cinque arcate nel corpo centrale inferiore, e sopra, due colonne, il rosone, la bifora, le finestre, gli archetti pensili. All'interno, di particolare interesse i capitelli dei pilastri e delle colonne, e l'abside.


Chiesa di s.Gaetano

Chiesa di s.Gaetano (lat="45.4082108" lon="11.8819714")

La chiesa fu iniziata nel 1582 su progetto di Vincenzo Scamozzi e terminata nel 1586. La facciata che riprende lo schema dell'arco trionfale, e' scandita dai pilastri compositi che sostengo la trabeazione e il piano attico. All'interno la pianta quadrata dagli angoli smussati con le triplici cappelle fa parte delle sperimentazioni planimetriche dello Scamozzi per la progettazioni di templi e ville. All'originaria decorazione cinquecentesca si aggiunsero altri elementi decorativi nel corso degli anni. Di particolare rilievo alcune opere di Pietro Damini, Palma il Giovane e Alessandro Maganza, e alcune decorazioni a fresco del parigino Vernansal.


Porta di Ponte Molino

Porta di Ponte Molino (lat="45.4115582" lon="11.8737745")

Grande arco ogivale sormontato da una possente torre, che si apriva sulla prima cerchia muraria. Da questa porta inizia Riviera dei Mugnai, dove e' possibile vedere sezioni delle mura medievali, parzialmente incluse nelle costruzioni moderne.
Il Ponte Molino sorge sul luogo dove si trovava l'antico ponte romano. Di esso ci da notizia il Palladio affermando che era a cinque arcate e lungo oltre cinquanta metri, la strada romana era larga oltre nove metri; e' l'antica via della lana che conduceva a Marostica. Le arcate erano gia' crollate prima del XII secolo, e vennero rifatte ed affiancata una torre sulle antiche strutture murarie a difesa dell'importante via di comunicazione e dei numerosi mulini lungo la riva.


Chiesa di S. Maria del Carmine

Chiesa di S. Maria del Carmine (lat="45.4125515" lon="11.8739028")

L’impianto trecentesco dell’edificio e' ancora riconoscibile nella successione di pilastri e cappelle, nonostante le numerose ricostruzioni e rimaneggiamenti subiti nel corso dei secoli. Dal crollo del 1491 in particolare si salvò la facciata ed il pregevole portale ligneo, il piu' antico di Padova (1412). La cupola, successiva a quella del Santo, e' anteriore a quella di S. Giustina. Al suo interno sono conservate pregevoli opere di A. Varotari detto il Padovanino, quali la pala Cristo indica la croce a Giacomo e Giovanni e alla loro madre, e L’Annunciazione, collocata nella controfacciata. L’attuale ubicazione della Scoletta risale al 1492. Lungo le pareti si sviluppa il ciclo di affreschi dedicati alla vita di Maria, realizzati da D. Campagnola, G. al Santo e S. Dall’Arzere.


Scoletta del Carmine

Scoletta del Carmine (lat="45.4125452" lon="11.8742037")

Edificata nel XIV secolo, come sede dell'omonima confraternita, e' decorata da un importante ciclo di affreschi del XVI secolo, rappresentanti storie di Cristo e di Maria. Gli affreschi sono opera di Girolamo Tessari detto dal Santo (Cacciata di Gioacchino dal Tempio, Apparizione dell'Angelo a Gioacchino, Santa Famiglia di Nazareth, Pentecoste, Dormitio Virginis, Assunzione di Maria), Giulio Campagnola (Nativita' di Maria, Presentazione di Maria al Tempio, Visita di Maria al Tempio) Domenico Campagnola (Incontro di Gioacchino con s.Anna), Stefano dall'Arzere (Adorazione dei pastori, Adorazione dei magi e Purificazione) e collaboratori.


Porte Contarine

Porte Contarine (lat="45.4125914" lon="11.8781982")

Un tempo punto di transito obbligato dell'antico Naviglio Interno. Le Porte Contarine, ispirate al modello di Leonardo da Vinci, costruite dai veneziani nel 1526, servivano a superare il dislivello d'acqua del Piovego con il Naviglio Interno, permettendo cosi' alle imbarcazioni provenienti dal Piovego di salire o discendere il Naviglio Interno. Negli anni '50 l'intero tratto settentrionale del Naviglio Nord fu tombinato e ora dalle Porte Contarine non e' piu' possibile inoltrarsi in parte della citta'.


Oratorio di S. Maria

Oratorio di S. Maria (lat="45.4125000" lon="11.8781500")

Edificato nel 1723 su iniziativa della famiglia Comini, nel 1839 passò al demanio austriaco che vi insediò la dogana e nel 1868 divenne deposito. Restaurato dall'architetto Marcello Checchi nel 1956, e' costituito da quattro vani (navata, presbiterio, sagrestia e torre campanaria), e racchiude affreschi settecenteschi. Suggestivo l'esterno del campanile che presenta motivi barocco-rococò di tradizione veneziana.


Porta Portello

Porta Portello (lat="45.4095840" lon="11.8926144")

E' situata lungo il Canale del Piovego ed era la porta di transito per tutto il traffico tra la Serenissima e la terraferma, sia via terra sia via acqua. Si trovava in una delle zone piu' popolari ed animate di Padova, dove si riunivano "barcaroli", "cavallanti" e "beccai" noti per le loro risse con gli studenti. Fu eretta nel 1518 su disegno di Guglielmo Grizi detto il Bergamasco. Anche questa porta urbana fu concepita piu' come porta ad uso civile e commerciale che come porta ad uso militare. L'esterno, che ricorda un Arco di Trionfo, e' in pietra d'Istria, ha otto colonne e sopra l'attico una torretta con l'orologio.


Chiesa di S. Caterina

Chiesa di S. Caterina (lat="45.4064290" lon="11.8807211")

L'edificio attuale e' il risultato della ristrutturazione, avvenuta alla fine del Seicento, della precedente chiesetta duecentesca. Qui e' sepolto il celebre violinista Giuseppe Tartini (Pirano d'Istria 1692 - Padova 1770). Dal punto di vista artistico, di grande rilievo e' l'altare maggiore barocco ornato di statue attribuite a Giovanni Bonazza. Una pala rappresentante le Nozze mistiche di s.Caterina e' attribuita a Marcantonio Bonaccorsi, pittore secentesco.


Anfiteatro Romano

Anfiteatro Romano (lat="45.4111719" lon="11.8783236")

A fianco dell'ex convento degli Eremitani sono ancora visibili le rovine dell'anfiteatro romano di Padova: l'edificio, che ospitava principalmente ludi gladiatori, venne costruito tra la fine dell'eta' repubblicana e l'inizio dell'imperiale. Nel Medioevo subi' una quasi totale demolizione finalizzata al reimpiego dei materiali.


Cappella degli Scrovegni

Cappella degli Scrovegni (lat="45.4118586" lon="11.8791389")

E' uno dei piu' straordinari cicli di affreschi della pittura italiana, realizzati da Giotto (1303-1305) e aiuti. Rappresentazione altamente drammatica nella sua essenzialita' delle "Storie di Maria e di Cristo, del Giudizio Universale, dei Vizi e delle Virtu'". Inoltre, opere di G. de' Menabuoi e Giovanni Pisano ("Madonna e due Angeli").


Chiesa degli Eremitani

Chiesa degli Eremitani (lat="45.4101419" lon="11.8795252")

Fu eretta dal Comune di Padova per i frati Eremitani (XIII sec.). E’ composta da un’unica grande navata costituita da un abside centrale e due absidi minori. Il soffitto ligneo a carena di nave e' opera di fra Giovanni Eremitani. Al suo interno e' conservato un grande crocifisso di scuola guarientesca. Il bombardamento del 1944 distrusse la Cappella Ovetari, della quale si salvarono solo due affreschi giovanili di A. Mantenga: Martirio e sepoltura di S. Cristoforo e l’Assunta.


Museo degli Eremitani

Museo degli Eremitani (lat="45.4102278" lon="11.8791819")

Il Museo agli Eremitani sorge negli antichi chiostri di quello che fu il convento dei frati. Dopo i lavori di restauro, durati molti anni, oggi vi e' esposta molta parte delle ricche collezioni museali derivanti per la maggior parte dal Vecchio Museo del Santo. Il suo complesso comprende il Museo Archeologico, il Museo Bottacin e il Museo d'Arte Medievale e Moderna, ai quali va aggiunta la splendida Cappella degli Scrovegni, nella vicina area dell'Arena Romana.Il primo nucleo del Museo Archeologico risale al lascito dell'abate Giuseppe Furlanetto (1825), arricchito da altre donazioni. Importanti gli 88 pezzi della "Tomba dei vasi borchiati" (700 a.C.) e la notevole sezione romana. Il Museo Bottacin vede la sua nascita tra il 1865 e il 1870, grazie al lascito di Nicola Bottacin; 50.000 tra monete, medaglie e sigilli lo rendono una delle collezioni numismatiche piu' importanti del mondo.


Osservatorio Astronomico La Specola

Osservatorio astronomico La Specola (lat="45.4015726" lon="11.8677933")

La Torlonga, torre di difesa eretta nel 1062, sorge nella zona del Castello, complesso fortemente rimaneggiato nel corso dei secoli. La torre fu trasformata nel 1777 in osservatorio astronomico dall'Universita', che ora sta ristrutturando anche gli edifici adiacenti del Castello.
La Specola e' uno dei monumenti piu' significativi della citta' di Padova e della sua storia: l'alta torre ricorda la tirannia di Ezzelino III da Romano che nel 1242 aveva edificato un castello con due torri di cui la maggiore – narrano le cronache del tempo - era luogo di tortura e di orrida prigione; Francesco da Carrara, nell'edificare il nuovo castello-fortificazione nel 1374, ne fece estremo baluardo difensivo e splendido edificio decorato all'interno e all'esterno. Nel 1767, per volere della Repubblica di Venezia, la torre maggiore di quello che veniva allora chiamato Castel Vecchio, fu trasformata in osservatorio astronomico, "specula astronomica" secondo la dicitura latina. L'interno della torre fu ristrutturato per l'uso delle osservazioni astronomiche; al lato est della torre, a circa 16 metri dal suolo, fu costruita la sala meridiana per le osservazioni al meridiano celeste, mentre al livello delle merlature fu edificata un'alta sala con alte finestre per osservare il cielo in ogni direzione con cannocchiali di vario tipo. La nuova specola, una delle piu' belle nell'Europa del Settecento, fu visitata da illustri personaggi, come il poeta e drammaturgo tedesco Johann Wolfgang Goethe, che nel 1786 descrisse nel suo diario di viaggio lo splendido panorama che pote' ammirare dall'alto della torre dell'Osservatorio.


Castello

Castello (lat="45.4031705" lon="11.8701602")

L'origine dell'impianto principale con corte a forma rettangolare e tre corpi di fabbrica lineari (sud, est, nord) che chiudono lo spazio a ridosso delle mura medievali della citta' e' sicuramente riferibile al 1242 ad opera di Egidio detto "Zilio" su ordine di Ezzelino III da Romano. Tale configurazione planimetrica di base e' rimasta invariata fino ad oggi.


Tomba di Antenore

Tomba di Antenore (lat="45.4061079" lon="11.8781948")

Edicola a cuspide del 1283, che copre un'urna ritenuta tomba del mitico fondatore di Padova, ma in realta' contenente le spoglie di un guerriero del sec. II-IV d.C. (La nascita della citta' si deve far risalire agli Illiri).
La leggenda dell'eroe Troiano Antenore, quale mitico fondatore di Padova, trae origine dall´Eneide (I, 242, 249), dove Virgilio descrive la fuga di Antenore da Troia, il suo vagare ramingo nei mari, l´approdo dopo la fonte del Timavo e la fondazione di Padova. Aggiunge inoltre ´...qui ora riposa composto in placida quiete´. L´allusione alla sepoltura di Antenore a Padova trovò grande risonanza quando nel 1274 si rinvenne un´arca marmorea contenente una duplice bara di cipresso e piombo. Il committente dei lavori, Lovato de´ Lovati, pensò di aver scoperto proprio le preziose spoglie dell´eroe troiano. Nel 1334 l´arca situata in Piazza Antenore venne riaperta per onorare "il sangue troiano" e in quell´occasione venne trovata l´aurea spada di Antenore. La leggenda non ha purtroppo trovato riscontro durante i restauri del 1985. All´interno della cassa furono rinvenuti i resti incompleti di uno scheletro. Dall´esame di un frammento osseo, effettuato dal Dipartimento di Fisica dell´Arizona University, Tucson, risulta che l´inumato visse fra il III e il IV secolo d.C., periodo che esclude per sempre la leggenda del principe Troiano.


Palazzo Zabarella

Palazzo Zabarella e torre (lat="45.4059662" lon="11.8791263")

Il Palazzo si trova su un'area di grande interesse archeologico, tant'e' che scavi effettuati in occasione del recente restauro hanno rivelato testimonianze di insediamenti abitativi che risalgono addirittura all'inizio dell'VIII secolo a.C. e di attivita' produttive, legate per lo piu' alla lavorazione della ceramica, risalenti al V secolo a.C. Ulteriori trasformazioni interessano le costruzioni intorno al I secolo a.C. In particolare gli scavi hanno rivelato una casa-laboratorio decorata in alcuni locali da splendidi pavimenti a mosaico. Dopo la dominazione di Ezzelino da Romano (1237-1256) il rischio di ricadere nelle lotte intestine fu evitato dalla potente famiglia dei Carraresi, che si rafforzò fondando la propria signoria dall'inizio del Trecento per circa un secolo. A questa cerchia di nobili appartiene anche la famiglia degli Zabarella, proprietaria di alcune dimore prima abitate dai da Carrara. Tra queste il Palazzo, oggi sede della Fondazione, che tuttavia risulta gia' esistente alla fine del XII secolo. Figura centrale della famiglia Zabarella e' il cardinale Francesco, che diventera' il personaggio cruciale nel delicato passaggio dalla signoria alla dominazione veneziana, tra il 1390 e il 1405.


Prefettura - Palazzo Romanin Jacur

Prefettura - Palazzo Romanin Jacur (lat="45.4059381" lon="11.8780541")

Quattrocentesco palazzo, ricostruzione neogotica del XIX secolo, sede nel 1830 del "Gabinetto di lettura" - luogo anche di incontri e discussioni politiche; ad esso fanno capo i due periodici padovani dell'epoca: il "Giornale euganeo di scienze lettere arti e varieta'"(1844-48) e il "Caffe' Pedrocchi"(1846-48) cui collaborano, tra gli altri, Prati, Aleardi, Cantu', Tommaseo e Fusinato.


Chiesa di S. Francesco

Chiesa di S. Francesco (lat="45.4048634" lon="11.8810272")

Dell'originaria costruzione del 1416 la chiesa conserva il muro esterno e il portico, sui quali sono ancora visibili leggere tracce della decorazione pittorica rappresentante in 31 lunette le storie della vita di s.Francesco eseguita nel 1446 da Francesco Squarcione, maestro di Andrea Mantegna. All'interno sono conservate numerose opere del XV e XVI secolo e contemporanee. Sotto la porta d'ingresso, sepolcro di Bartolomeo Cavalcanti, scrittore fiorentino esule a Padova.


Prato della valle

Prato della Valle (lat="45.3984352" lon="11.8765321")

Grazie ad una bonifica dell’allora zona paludosa terminata nel 1775, il procuratore veneziano Andrea Memmo volle impiantare il nuovo centro commerciale cittadino, dove le grandi fiere potessero trovare spazio. E' una delle piazze piu' grandi d'Europa (circa 90.000 mq) ed e' circondata, nell'isola centrale, dalle statue dei notabili dell'epoca. Anticamente privo di erba e quindi definito il prato senza erba.

Per un tour interattivo del Prato della valle, visitate il sito :
http://www.ilsantodipadova.com/prato24.htm oppure
http://users.libero.it/gforti/prato/prato/html/statue0.htm oppure
http://www.apt.padova.it/otg-en/menupra.htm
Per una visione a 360 gradi :
http://www.tgcom.it/virtual/Padova.PratoDellaValle.htm oppure
http://www.hotelbiri.com/foto360/pratodellavalle/index.html


Loggia Amulea

Loggia Amu'lea (lat="45.3990698" lon="11.8750620")

Eretta nella seconda meta' del XIX secolo dal Maestri. Ricostruita, dopo un incendio devastante, tra il 1859 e il 1861, riprendendo lo stile neogotico di moda a quell'epoca.
La Loggia Amu'lea e' un palazzo in stile neogotico situato nel Prato della Valle, la maestosa piazza di Padova. Il palazzo e' stato sede dei vigili del fuoco di Padova dal 1906, al 1989; attualmente ospita alcuni uffici comunali. Il fronte della costruzione e' caratterizzato da un elegante loggiato; nella sala adiacente la grande balconata, vengono celebrati i matrimoni civili.


Basilica del Santo

Basilica del Santo (lat="45.4011666" lon="11.8796870")

E’ il centro artistico e religioso piu' importante di Padova, e uno dei monumenti sacri piu' celebri del mondo. La facciata e' romanico-lombarda, con pareti a mattoni a vista. L’interno, a tre navate, e' a croce latina con transetto largo. La navata centrale e' suddivisa in quattro campate per mezzo di pilastri, le navate laterali sono coperte da volte a crociera. Abside e pareti sono decorate con affreschi del fiorentino Giusto de Menabuoi. La Cappella affrescata da G. M. Falconetto custodisce al centro la Tomba (Arca) di S. Antonio, qui collocata il 14 giugno 1310. Nella Cappella del Tesoro sono inoltre conservati i preziosi reliquari della basilica, tra i quali il Reliquario della Lingua, capolavoro eseguito da Giuliano da Firenze nel 1434. Conosciuto semplicemente come Il Santo, dette origine al detto "Il Santo senza nome".


Statua del Gattamelata

Statua del Gattamelata (lat="45.4016018" lon="11.8797398")

Monumento a Erasmo da Narni: eretto dai familiari alla memoria del condottiero della Repubblica di Venezia, detto Gattamelata, condottiero al servizio del Papato, morto nel 1443. E' uno dei capolavori di Donatello (1453), che realizzò pure l'alto piedistallo. I lavori del monumento cominciarono gia' nel 1447, ma l'installazione della statua avvenne solo nel 1453.

 


Oratorio di S. Giorgio

Oratorio di S. Giorgio (lat="45.4012585" lon="11.8796110")

Costruito nel 1377 come cappella funeraria dei marchesi Lupi di Soragna. La decorazione interna fu completata nel 1384 da Bonifacio Lupi. Il ciclo degli affreschi, che rappresenta le Storie di S. Giorgio, S. Caterina e S. Lucia, e' di Altichiero da Verona.


Scuola del Santo

Scuola del Santo (lat="45.4012666" lon="11.8796870")

L'edificio fu fatto costruire dalla confraternita di S. Antonio nel 1427. Fra i quadri appesi nell'ampia sala vi e' un'opera giovanile di Tiziano Vecellio: il Miracolo del Neonato che proclama l'Innocenza della Madre.


Orto Botanico

Orto Botanico (lat="45.3995419" lon="11.8796968")

L'Orto Botanico di Padova, con i suoi 450 anni di vita, rappresenta la piu' antica istituzione universitaria del genere che abbia conservato la sede originaria d'impianto e praticamente inalterata, dalla fondazione ad oggi, anche la struttura. Si fa risalire la data di fondazione al 29 giugno 1545. Il primato spetterebbe all'Orto botanico di Pisa, fondato nel 1544, se nel corso della sua storia non avesse cambiato due volte la sua sede: infatti, l'istituzione toscana si trova nell'attuale localizzazione solamente dal 1591
L'Orto Botanico di Padova nasce come "giardino dei semplici" (ovvero come luogo cui attingere piante medicinali a fini terapeutici o di studio) su richiesta di Francesco Bonafede, incaricato nel 1543 di insegnare la "materia medica" all'Universita' di Padova, per facilitare l'apprendimento ed il riconoscimento delle piante da parte dei suoi studenti. Nel 1545 un decreto del senato della Repubblica di Venezia ne approva la costituzione: i lavori sono immediatamente avviati. Il primo prefetto dell'orto e', nel 1547, Luigi Squalermo detto Anguillara, che fa introdurre quasi 2000 specie medicinali. Nel 1551 all'Anguillara viene affiancato Pier Antonio Michiel, gia' creatore di un mirabile giardino privato, conoscitore e amatore delle specie vegetali ed autore di un eccellente erbario illustrato. Nel 1997 e' stato inserito nella lista dei Patrimoni dell'umanita' dall'UNESCO, con la seguente motivazione: L'Orto botanico di Padova e' all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia.


Abbazia di S. Giustina

Abbazia di S. Giustina (lat="45.3969240" lon="11.8785381")

E’ la prima chiesa di Padova. Il complesso monumentale e' costituito dalla Basilica e dal Monastero. All’attuale basilica del XVI sec. si arriva attraverso tre precedenti fabbriche: una paleocristiana eretta a custodire il corpo della martire, una seconda fatta edificare in onore di S. Giustina e crollata col terremoto del 1117, ed infine una tardo-gotica, demolita nel XVI sec. per dar luogo all’attuale, iniziata nel 1498 dall’architetto A. Moroni, e portata a termine da A. da Valle.


Chiesa del Torresino

Chiesa del Torresino (lat="45.4005777" lon="11.8721261")

Il nome di questa chiesa deriverebbe dall'immagine venerata nella chiesa un tempo su una torre delle vecchie mura della citta'. Progettata da Girolamo Frigimelica nel 1718, rappresenta uno dei principali monumenti barocchi cittadini. L'interno, a pianta circolare con tre absidi e due ali, e otto colonne sorreggenti la cupola, conserva numerose opere risalenti al XVIII sec. L'altare maggiore e' di Carlo Scarpa (1979). Nella zona presbiteriale sono visibili alcuni lacerti di affreschi trecenteschi tra i quali emerge la figura di un vescovo padovano.


Cappella di S. Massimo

Cappella di S. Massimo (lat="45.4053783" lon="11.8921852")

Gia' nel 1239, nel Liber Ordinarius della Biblioteca Capitolare, si ha notizia della chiesa di S. Massimo, all'epoca sussidiaria della parrocchia di Ognissanti. Tuttavia non viene menzionata in documenti anteriori al 1221, per cui la sua fondazione e' presumibilmente avvenuta tra queste due date: il 1221 e il 1239. Il sito in cui sorge e' sempre stato di particolare importanza: dall' VIII / VII secolo a. C. fino all'eta' romana fu una necropoli paleopatavina, per poi divenire con tutto Borgo Ognissanti centro di traffici posto alla confluenza di grandi vie fluviali.


Porta S. Giovanni

Porta S. Giovanni (lat="45.4042196" lon="11.8635178")

Eretta nel 1528 su progetto di G. M. Falconetto, detta anche porta ai Monti, immetteva nella zona della Cattedrale. Il prospetto verso la e' decorato con pilastri corinzi, mentre Quello verso l'esterno e' ornato da colonne e da un'iscrizione dedicatoria a Santo Contarini, capitano della citta'. Una seocnda iscrizione e' dedicata ad Andrea Gritti, doge al momento della costruzione della porta.


Porta Savonarola

Porta Savonarola (lat="45.4119873" lon="11.8642902")

Fu realizzata nel 1530 ad opera del Falconetto e ripropone l'architettura del rinascimento romano. L'edificio riprende un modello strutturale che il Falconetto contemporaneamente stava realizzando nella casa di Alvise Cornaro, l'ottagono detto l'Odeo. Sulla facciata interna della porta, destinata soprattutto a coloro che vivevano all'interno delle mura, un'iscrizione attribuisce ad Andrea Gritti il merito di aver rinnovato, migliorato e ricostruito il tratto di cinta muraria presso la porta stessa. L'apparato stilistico di questa architettura denuncia piu' delle altre il carattere di emblema civile voluto dagli ideatori e committenti.


Santuario di S. Leopoldo Mandic

Santuario di S. Leopoldo Mandic (lat="45.3925896" lon="11.8708134")

Il convento dei frati minori cappuccini venne fondato alla meta' del XVI sec., mentre l'adiacente chiesa venne innalzata dopo la seconda guerra mondiale, dopo che un bombardamento nel 1944 aveva distrutto la precedente chiesa del 1825. All'interno, si può vedere la celletta-confessionale (rimasta integra nel bombardamento aereo) dove s.Leopoldo svolgeva il suo apostolato. Dopo la sua morte, avvenuta il 30 luglio 1942, in seguito a numerose segnalazioni di miracoli e pellegrinaggi di fedeli, s.Leopoldo venne beatificato (1976) e quindi santificato (1983).


Porta S. Croce

Porta S. Croce (lat="45.3922462" lon="11.8740749")

Fu costruita nel 1517 dal prefetto o capitano Giuliano Gradenigo, in sostituzione a quella medioevale che si trovava piu' ad occidente e nel 1548 fu affiancata dal bastione attribuito a Michele Sanmicheli a cui e' collegata. Forti sono i richiami all'iconografia religiosa cittadina: Nella facciata interna si trovano le statue di San Prosdocimo, primo vescovo di Padova, e San Girolamo, mentre all'interno vi sono gli affreschi raffiguranti i quattro santi protettori della citta': Antonio, Prosdocimo, Daniele e Giustina.


Porta S. Croce

Loggia Cornaro (lat="45.4019880" lon="11.8812418")

Costruita nel 1524-1530 da Giovanni Maria Falconetto per Alvise Cornaro, mecenate di artisti e letterati (Ruzante), rappresenta il primo complesso veneto ispirato all'architettura rinascimentale dell'Italia centrale di gusto antico. La costruzione, destinata alle rappresentazioni teatrali, e' una chiara trasposizione della parte scenica del teatro degli antichi descritta da Vitruvio, raffigurata nell’edizione del "De Architectura" curata da fra' Giocondo nel 1511 e nelle illustrazioni delle edizioni moderne delle commedie di Terenzio.


Santuario Antoniano all'Arcella

Santuario Antoniano all'Arcella (lat="45.4222441" lon="11.8846321")

Eretto forse nel 1220 da s. Francesco stesso il luogo divenne famoso perche' vi morirono due santi eccezionali: la beata Elena Enselmini (1231) e s.Antonio (13 giugno 1231). Nel 1509 il convento adiacente venne abbandonato e divenne quartiere generale delle truppe di Massimiliano I durante l'assedio di Padova. Qualche anno piu' tardi chiesa e convento vennero distrutti. Si salvò però la cella dove mori' s.Antonio. Nel XVII e nel XVIII sec. la chiesa venne ricostruita e ampliata, e nel 1886 radicalmente trasformata. Ogni anno la sera del 12 giugno presso il Santuario si tiene la rievocazione storica del Transito del Santo, manifestazione religiosa in costume d'epoca che ripropone fatti salienti della vita di S. Antonio e l'ultimo viaggio da Camposampiero all'Arcella dove mori'.


Padova citta' d'acque : Vie fluviali

Padova citta' d'acque : Vie fluviali

Visitate il sito :
http://www.padovanavigazione.it/it/programmazione.htm e
http://www.deltatour.it/ita/padova.htm e
http://www.apt.padova.it/NavigazioneFrame1.html#Padovacitt


Per altre foto della citta', spiegazioni ed itinerari visita il sito : http://www.padovafoto.com/sitemap.htm



TourGuide di Padova per navigatori Garmin Nuvi serie 2xx, 3xx, 6xx, 7xx
71 monumenti - Con immagini zoomabili, spiegazione vocale a 16 KHz 16 bit stereo e testuale (tranne per serie 2xx) - Riproduzione automatica in prossimita' dei singoli monumenti - Icona personalizzata formato 22x22 - In formato GPI

Serie Nuvi
Dimensione
Scarica
2xx
1,19 MB
3xx, 6xx. 7xx con voce Silvia
18,3 MB
3xx, 6xx. 7xx con voce Paola
18,3 MB

Istruzioni per il caricamento sul navigatore :
- Estrarre dal file compresso che avete scaricato, il file con estensione .gpi
- Collegare il navigatore al PC tramite porta USB
- Copiare il file con estensione .gpi nella cartella Garmin\POI del navigatore
La TourGuide puo' essere caricata sia sulla memoria interna del navigatore, sia su scheda SD esterna, purche' sempre in una cartella con nome Garmin\POI
Per qualsiasi problema, fate riferimento all'indirizzo mail a fondo pagina

Per TourGuide di altre localita' italiane, visitate la pagina http://nodimarinari.it\Utility.htm al capitolo TourGuide

 

Video Corso sui nodi marinari in DVD !
Video Corso in DVD con oltre 60 nodi spiegati con filmati
Video Corso sui nodi marinari in DVD !