Poesia & Prosa

 

GABRIEL GARCIA MARQUEZ
13 spunti per la vita

  1. Ti amo non per chi sei ma per chi sono io quando sono con te.
  2. Nessuna persona merita le tue lacrime, e chi le merita sicuramente non ti fara' piangere.
  3. Il fatto che una persona non ti ami come tu vorresti non vuol dire che non ti ami con tutta se stessa.
  4. Un vero amico e'chi ti prende per la mano e ti tocca il cuore.
  5. Il peggior modo di sentire la mancanza di qualcuno e' esserci seduto accanto e sapere che non l'avrai mai.
  6. Non smettere mai di sorridere, nemmeno quando sei triste, perche' non sai chi potrebbe innamorarsi del tuo sorriso.
  7. Forse per il mondo sei solo una persona, ma per qualche persona sei tutto il mondo.
  8. Non passare il tempo con qualcuno che non sia disposto a passarlo con te.
  9. Forse Dio vuole che tu conosca molte persone sbagliate prima di conoscere la persona giusta, in modo che, quando finalmente la conoscerai, tu sappia essere grato.
  10. Non piangere perche' qualcosa finisce, sorridi perche' e' accaduta.
  11. Ci sara' sempre chi ti critica, l'unica cosa da fare e' continuare ad avere fiducia, stando attento a chi darai fiducia due volte.
  12. Cambia in una persona migliore e assicurati di sapere bene chi sei prima di conoscere qualcun'altro e aspettarti che questa persona sappia chi sei.
  13. Non sforzarti tanto, le cose migliori accadono quando meno te le aspetti.

 

IL Pio Cavaliere

C' erano una volta dei cavalieri timorati di Dio che cavalcavano attraverso uno strano paese; il loro cammino s'addentrava in una selva dove i rovi crescevano folti e intricati, lacerando le carni a coloro che vi si smarrivano. Il fogliame degli alberi della selva era folto e scuro, tanto che nessun raggio di luce penetrava attraverso le fronde per rompere le tenebre e la malinconia del luogo. Nell'attraversare quella tetra boscaglia uno dei cavalieri si allontanò dai compagni che non lo videro più riapparire. I cavalieri, profondamente afflitti, dovettero proseguire senza di lui piangendolo come morto. Quando giunsero al castello magico che rappresentava la loro meta, vi soggiornarono per molti giorni e ritrovarono la serenità. Poi una sera, mentre se ne stavano in letizia e brindavano, seduti attorno ai ceppi che ardevano nel camino di un salone, sopraggiunse il compagno che avevano perduto e li salutò. Aveva le vesti lacere come quelle di un mendicante e molte ferite profonde gli segnavano le carni, ma sul viso gli brillava una gran luce di profonda felicità. Lo interrogarono domandandogli che cosa mai gli fosse accaduto e lui raccontò come nel bosco tenebroso avesse smarrito la strada e avesse vagato per giorni e notti

finché, esausto e sanguinante si era abbandonato al suolo con l'intenzione di aspettare la morte. Poi, quando già la fine gli sembrava prossima, oh meraviglia!, dal folto della vegetazione gli era apparsa una fanciulla dall'aspetto regale che l'aveva preso per mano, guidandolo per sentieri tortuosi, ignoti a qualunque essere umano, finché nelle tenebre della foresta era apparsa una luce al cui confronto quella del giorno era come un lumino di fronte al Sole. In quella luce meravigliosa il nostro esausto cavaliere aveva visto, come in un sogno, una visione così bella, così sublime che egli non aveva più pensato alle proprie ferite sanguinanti, ma era rimasto come un uomo in stato di grazia, la cui gioia sia profonda come il mare del quale nessuno conosce la profondità. Quando la visione era scomparsa, il cavaliere, inginocchiatosi al suolo, aveva ringraziato il buon santo che facendolo smarrire in quella foresta, gli aveva consentito di contemplare la visione che vi era celata. Il nome di quella foresta tenebrosa era Dolore. Ma della visione del pio cavaliere non ci è consentito di parlare.

 

L'INVERNO CHE A ROMA NEVICO' A PIASTRELLE
Enrico Maria Ferrari (L'autore può essere raggiunto via E-mail all'indirizzo: [email protected])
Quell'anno a Roma ci fu un inverno freddissimo, uno di quegli inverni che i metereologi definiscono da record, ma loro definiscono "da record" anche tutti gli altri inverni, quindi non c'è da farci molto affidamento: invariabilmente si tratta dell'inverno più freddo degli ultimi cento anni, ma è anche l'inverno piu caldo degli ultimi cento anni, brutta cosa vivere cento anni fa, con quegli inverni. Comunque quello fu un inverno veramente freddo, le Guardie Svizzere buttarono la divisa di Michelangelo per un più caldo piumino e i Vigili andavano in giro con un casco della NASA perché l'elmetto di ordinanza non bastava più. Il Tevere, per la prima volta a memoria d'uomo, si ghiacciò e tutti si comprarono subito i pattini da ghiaccio e il colbacco di pelo, credendo di stare a Mosca , finché un bell'assessore pensò di utilizzare il Tevere ghiacciato come via di scorrimento rapido, riuscendo a creare un traffico della Madonna anche lì. Ogni tanto quando doveva passare un'ambulanza o la Polizia la gente si faceva da parte aspettando le loro sgommate sul ghiaccio, non di rado si levavano scrosci di applausi. Ad orari ben precisi si udiva un brusio : "Passa Otto!", si trattava della Gazzella 11 guidata dal mitico Otto Stuttgert, Carabiniere ausiliario di Brunico, era l'unico che riusciva a fare da Ponte Milvio a Ponte Cavour in derapata di freno a mano. I polacchi che in tempi normali lavavano i vetri delle macchine ai semafori si erano improvvisati rompighiaccio e giravano muniti di pala e piccone pronti ad intervenire. Qualcuno di loro spesso si sbagliava, e ricordandosi l'usuale mestiere, prendeva a picconate i parabrezza delle macchine creando scompiglio e grandi giramenti, non di motore. Le moto erano le più penalizzate; per colpa del precario equilibrio causato dal ghiaccio erano diventate dei missili impazziti, Giggi del Quarticciolo, noto ladro di maxi-moto, fu visto sgassare di terza e sparire verso i Colli Albani a 450 chilometri orari. Gli automobilisti per debellare il freddo trovarono il modo di inventare diavolerie antifreddo degne di un libro del terrore, alcuni compravano una batteria di bistecchiere e le tenevano attaccate simultaneamente per scaldare la carrozzeria, una 500 agghindata in questo modo per poco non si abbrustolì totalmente e un gruppo di tedeschi credendo di vedere un Krapfen gigante quasi la sbranarono. I più snob installarono sofisticati impianti di condizionamento e come d'estate il ricco si distingue dal povero perché rimane in giacca e cravatta in auto con l'aria condizionata accesa, così in quel periodo chi guidava in maglietta veniva invidiato per il suo impianto di riscaldamento, il massimo dello status symbol era il guidare in cannotta e mutande, segno di una macchina ipercalda. Il massimo del freddo si raggiunse quando i pinguini dello zoo fecero un baccano d'inferno finché non gli avessero dato l'acqua calda, e fu allora che si notò come a Roma ancora non si vedesse una nuvola da mesi mentre nel resto di Italia pioggia e neve imperversavano. Per un certo periodo il cielo fu bellissimo e i romani si poterono permettere di fare le pernacchie ai milanesi, poi improvvisamente il tempo si guastò, il cielo si riempì di strani nuvoloni gracchianti e un pomeriggio nevicò, ma non fu neve. Dapprima non ci si fece caso perché sembrava neve normale poi, a mano a mano che cadeva, ci si rese conto che non si trattava dei soliti fiocchi bianchi; quelle che stavano scendendo erano lisce e candide mattonelle di terracotta smaltata. Il bello è che non facevano per nulla rumore, la nevicata di mattonelle fu silenziosa come ogni nevicata, si udiva solo un leggero "clac" quando la mattonella toccava terra e si sistemava al suo posto; sì perché le mattonelle non arrivavano in ordine sparso ammonticchiandosi a casaccio, ma si posizionavano una accanto all'altra coprendo uniformemente tutto: Roma stava diventando una gigantesca stanza da bagno. Naturalmente non nevicò uguale dovunque, in periferia ci si accorse subito che le mattonelle erano di qualità scadente e poco dopo la nevicata la metà erano già sbeccate o non combaciavano bene, proprio una schifezza di mattonato: oltretutto i colori erano i peggiori in assoluto ed erano un vero pugno nell'occhio, una borgata fu coperta di piastrelle rosa schoking e poco mancò che avvenisse una sollevazione popolare. In un'altra nevicarono piastrelle piene di buchi e la gente ci inciampava continuamente mentre in un quartiere povero nevicarono addirittura piastrelle già piene di scritte e parolacce. Il Vaticano fu ricoperto di finissime mattonelle bianco lucido bordate di giallo, mentre il Quirinale assunse la forma di un gigantesco tricolore di piastrelle visibile anche dai satelliti. I quartieri ricchi ebbero mattonelle pregiate in colori delicati e un riccone ebbe anche l'ardire di protestare perché il giardino così piastrellato mal si accordava con le sue cravatte, una tegola da 1Kg che gli nevicò in testa gli fece cambiare idea. In una zona particolarmente elegante nevicarono piastrelle firmate Armani, in un'altra arrivarono con radiotelefono e fax incorporato. Nevicò per un giorno e una notte, e talvolta la nevicata era talmente fitta che per avanzare nelle strade bisognava farsi strada a colpi di mazzettate. Subito il sindaco e gli assessori rassicurarono la popolazione: "un commissario straordinario sarà eletto, verrà istituita una commissione parlamentare, si aprirà una inchiesta giudiziaria, tutti i provvedimenti del caso verranno adottati." Scendendo le scale del Campidoglio mattonate di giallo e rosso (i laziali sollevarono una polemica terribile per questa faccenda del colore) il Sindaco sorrideva ai suoi concittadini trattandoli come un papà tratta i suoi figli, "vedrete, si farà quanto necessario", "faremo ordine nella città", "questa non passerà liscia". Vennero fatte delle interrogazioni parlamentari e i verdi chiesero l'immediata chiusura di ogni azienda lattoniera, a chi gli chiedeva il nesso tra il ferro e le mattonelle rispondevano adirati:" Volete forse che dopo una nevicata di piastrelle ci tocchi una pioggia di tubi Innocenti?". Il Papa invitò i fedeli a pregare, ma appollaiato sul suo balcone oramai diventato una parete di piscina sembrava un bagnino estivo, e per rispetto alla sua carica furono sospese le omelie dalla finestra. Il Ministro della protezione civile inviò subito contingenti dell'esercito e reparti di Alpini specializzati (il Ministro della protezione civile invia SEMPRE un reparto di Alpini specializzati) ma sbagliò clamorosamente la loro attrezzatura visto che arrivarono con scarponi pesanti da montagna, scivolosissimi sul liscio: molto più adatti si rivelarono gli uomini-rana, costretti però a girare per Piazza Venezia in pinne e maschera. Dovunque ci fu un gran parlare del fenomeno, si interrogarono specialisti atmosferici, i paesi della CEE inviarono contributi e tutti solidarizzarono con Roma. In realtà i romani non sembravano essere presi dal panico, abituati da sempre a far da sé cominciarono ad organizzarsi. Prima di tutto si pensò alla circolazione, su quella superficie liscia si scivolava che era una bellezza, e urgeva trovare un rimedio. L'idea geniale venne ad un negoziante di giocattoli, che staccò tutte le ventose dalle sue frecce e le attaccò ai pneumatici dell'auto: così combinata la macchina non scivolava più e avanzava facendo presa come un polipo. In un baleno tutti comprarono milioni di ventose da attaccare ai pneumatici e subito i prezzi salirono alle stelle, quei vecchi marpioni degli idraulici riuscirono a rifilare le loro ventose da lavandino a prezzi stratosferici e più di un padre fu visto schiaffeggiare il proprio piccolo che non voleva mollare la sua pistola a ventosa. Il trucco funzionava benissimo ma nacque il problema del rumore: nelle ore di punta per il mattonato del Lungotevere sembrava che si stessero stappando contemporaneamente milioni di bottiglie, tale era il fracasso provocato. Le strade di scorrimento divennero una bolgia caotica dove le auto, sfrecciando a 100 all'ora, provocavano una cagnara spaventosa, tanto che oramai gli aerei in avvicinamento a Fiumicino si orientavano grazie al rumore del Raccordo Anulare. I camion avevano delle ventose grosse come padelle, e quando passavano loro sembrava si stesse combattendo a colpi di mitra. Un giorno mentre stavano rapinando una Banca un poliziotto equivocando sul rumore degli spari esclamò:" piantatela laggiù con queste sgommate o vi sequestro le ventose". Si risolse il problema attaccando della gomma americana intorno al pneumatico, questa pur avendo una buona aderenza non provocava eccessivi rumori; fiutato l'affare anche i gioiellieri si misero a vendere cicche masticabili e cambiò anche il modo di parlare: invece di dire "vado a prendermi un caffè" si sentiva sempre più spesso dire "vado al bar a farmi un treno di gomme nuovo". Per i diabetici inventarono i pneumatici senza zucchero e i gay si riconoscevano subito a causa delle gomme rosa alla fragola. Il secondo grande problema fu la pulizia di tutta quella superfice liscia: la Rapida divenne una holding internazionale con 10.000 dipendenti e il direttore riuscì a comprarsi un grattacielo a Montecarlo in breve tempo, il detersivo per pavimenti venne quotato in Borsa e gli spazzoloni divennero un bene-rifugio più prezioso di una casa. La gente riscoprì il gusto dei pattini e degli skateboard, la tangenziale venne chiusa al traffico e il suo fondo di piastrelle rosso fuoco divenne una pista per campionati mondiali. Per le scarpe si risolse adottando universalmente calzature da ginnastica, andavano benissimo le scarpette da ballo e nessuno criticò più il noto Avvocato Prendini, di dubbie tendenze, per la sua mania di portare scarpe rosa da balletto classico. Gli uccelli furono a lungo penalizzati finché non impararono ad atterrare senza sgommare, nei primi tempi non era infrequente vedere dei bolidi piumati scivolare sui marciapiedi, si trattava di incauti passerotti atterrati troppo velocemente. Così passarono due mesi e la città si abituò talmente tanto alle piastrelle che oramai anche il traffico e ogni altro guaio di Roma tornò a livelli pre-nevicata. Si ripresero a far buchi dovunque nelle strade senza motivo e al momento di chiuderli anziché chiamare gli stradini si fece ricorso ai piastrellisti, il sindaco continuava a promettere provvedimenti che non arrivavano mai, la gente oramai sapeva come andavano le gestioni politiche della capitale e non se la prese più di tanto, in fondo a Roma era capitato ben di peggio, una nevicata di mattonelle non poteva che essere considerata con sufficienza. Dopo un po' neanche si menzionava più al fatto delle piastrelle e anzi spesso diventava un segno di demerito e di critica, ad esempio quando qualcuno arrivava tardi in ufficio si udiva spesso il capufficio dire: "e adesso non mi dirà mica che è arrivato a questa ora a causa delle mattonelle, vero?". La scusa più banale che nessuno oramai aveva più il coraggio di dire era:" scusa il ritardo, sai ho trovato Via del Corso con delle piastrelle scivolosissime oggi". La vita continuò tranquilla lasciando Roma nella sua proverbiale indifferenza e quando a primavera il sole fece evaporare tutte le piastrelle nessuno ci fece troppo caso, solo qua e là, nei cortili ombreggiati, ancora rimane qualche sbiadita mattonella.
STORIELLA INDIANA
Il mio amico aprì il cassetto del comodino di sua moglie e ne estrasse un pacchetto avvolto in carta di riso. "Questo" disse "non è un semplice pacchetto, è biancheria intima". Gettò la carta che lo avvolgeva e osservò la seta squisita e il merletto. "Lo comprò la prima volta che andammo a NewYork, otto o nove anni fa. Non lo usò mai. Lo conservava per un'occasione speciale. Bene. Credo che questa sia l'occasione giusta. Si avvicinò al letto e collocò il capo di biancheria vicino alle altre cose che avrebbe portato alle pompe funebri. Sua moglie era appena morta. Girandosi verso di me disse: "Non conservare niente per un'occasione speciale, ogni giorno che vivi è un'occasione speciale." Sto ancora pensando a queste parole ed a come hanno cambiato la mia vita. Adesso leggo di più e pulisco di meno. Mi siedo in terrazzo e ammiro il paesaggio, senza fare caso alle erbacce del giardino. Passo più tempo con la mia famiglia e gli amici e meno tempo lavorando. Ho capito che la vita deve essere un insieme di esperienze da godere, non per sopravvivere. Ormai non conservo nulla. Uso i miei bicchieri di cristallo tutti i giorni. Metto l'abito nuovo per andare al supermercato, se decido così e ne ho voglia. Ormai non conservo il mio miglior profumo per feste speciali, lo uso ogni volta che voglio farlo. Le frasi "un giorno..." e "uno di questi giorni" stanno scomparendo dal mio vocabolario. Se vale la pena vederlo, ascoltarlo o farlo... lo faccio adesso. Non sono sicuro di cosa avrebbe fatto la moglie del mio amico, se avesse saputo che non sarebbe stata qui per il domani che tutti prendiamo tanto alla leggera. Credo che avrebbe chiamato i suoi familiari e gli amici intimi. Magari avrebbe chiamato alcuni vecchi amici per scusarsi e fare la pace per una lite passata. Mi piace pensare che sarebbe andata a mangiare cibo cinese, il suo preferito. Sono queste piccole cose non fatte che mi infastidirebbero, se sapessi che le mie ore sono contate. Infastidito perché smisi di vedere buoni amici con i quali mi sarei messo in contatto 'un giorno '. Infastidito perché non scrissi certe lettere che avevo intenzione di scrivere 'uno di questi giorni '. Infastidito e triste perché non dissi ai miei fratelli e ai miei figli, con sufficiente frequenza, quanto li amo. Adesso cerco di non ritardare, trattenere o conservare niente che aggiungerebbe risate ed allegria alle nostre vite. Ogni giorno dico a me stesso che questo è un giorno speciale. Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto...è speciale. Se hai ricevuto questo messaggio, è perché qualcuno ti vuole bene e perché ci sono persone alle quali probabilmente tu vuoi bene. Se sei troppo occupato per prenderti alcuni minuti per mandarlo ad altre persone e dici a te stesso che lo spedirai "uno di questi giorni". Quel giorno può essere molto lontano, o può non arrivare mai.
LE COSE CHE HO IMPARATO NELLA VITA
di Paulo Coelho
Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita:
Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. E per questo, bisognerà che tu la perdoni.
Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per distruggerla.
Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano.
Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo responsabili di noi stessi.
Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti, o essi controlleranno te.
Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era necessario fare, affrontandone le conseguenze.
Che la pazienza richiede molta pratica.
Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come dimostrarlo.
Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando cadrai, è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti.
Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che non ti ami con tutto se stesso.
Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono sciocchezze: sarebbe una tragedia se lo credesse.
Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno, nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato, il mondo non si ferma aspettando che tu lo ripari.
Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è già stata aperta per noi.
La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta.
E' vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi.
Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo.
Non cercare le apparenze, possono ingannare.
Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi.
Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso per far sembrare brillante una giornataccia.
Trova quello che fa sorridere il tuo cuore.
Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero!
Sogna ciò che ti va, vai dove vuoi, sii ciò che vuoi essere, perché hai solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare.
Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, speranza sufficiente a renderti felice.
Mettiti sempre nei panni degli altri: se ti senti stretto, probabilmente anche loro si sentono così.
Le più felici delle persone non necessariamente hanno il meglio di ogni cosa soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino.
L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un thè.
Il miglior futuro? Basato sul passato dimenticato.
Non puoi andare bene nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e i tuoi dolori.
Quando sei nato stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
Vivi la tua vita in modo che, quando morirai, tu sia l'unico che sorride e ognuno intorno a te pianga.
Manda questo messaggio a coloro che significano qualcosa per te, a quelli che hanno toccato la tua vita in un modo o nell'altro, a quelli che ti fanno sorridere quando veramente ne hai bisogno, a quelli che ti fanno vedere il lato bello delle cose quando sei proprio giù, a quelli cui vuoi far sapere che apprezzi la loro amicizia.
Se non lo fai, non ti preoccupare, non ti accadrà niente di male, perderai solo l'opportunità di rallegrare la giornata di qualcuno con questo messaggio.
Molte persone attaverseranno la tua vita

Molte persone attaverseranno la tua vita
ma solo pochi amici lasceranno impronte nel tuo cuore
Con te stesso usa la testa
con gli altri usa il cuore
Se qualcuno ti tradisce una volta è colpa sua
se ti tradisce due volte è colpa tua
I "grandi" parlano di idee
i "mediocri" parlano di eventi
i "miseri" parlano di persone
Chi perde denaro perde molto
Chi perde un amico perde molto di più
Chi perde la fede perde tutto
Impara dagli errori degli altri
non vivrai mai abbastanza per farli tutti da solo
Ieri è storia
Domani è mistero
Oggi è un regalo

Nascondino
Raccontano che un giorno si riunirono in un luogo della terra tutti i sentimenti e le qualità degli uomini. Quando la Noia si fu presentata per la terza volta, la Pazzia, come sempre un po' folle, propose: "giochiamo a nascondino!" L'Interesse alzò un sopracciglio e la Curiosità, senza potersi trattenere, chiese:"A nascondino?? Di che si tratta?". E' un gioco spiegò la Pazzia in cui mi copro gli occhi e mi metto a contare fino ad un milione, mentre voi vi nascondete, e quando avrò finito di contare, il primo di voi che scopro, prenderà il mio posto per continuare il gioco. L'Entusiasmo si mise a ballare, accompagnato dall'Euforia. L'Allegria fece tanti salti che finì per convincere il Dubbio e persino l'Apatia, alla quale non interessava mai niente… Però non tutti vollero partecipare. La Verità preferì non nascondersi... perché, se poi alla fine tutti la scoprono? La Superbia pensò che fosse un gioco sciocco (in fondo non ci aveva pensato lei) e la Codardia non si arrischiò. 1…2…3… cominciò a contare la Pazzia… la prima a nascondersi fu la Pigrizia che si lasciò cadere dietro la prima pietra. La Fede volò in cielo e l'Invidia si nascose all'ombra del Trionfo sull'albero più alto. La Generosità non riusciva a nascondersi lasciava ogni posto ai suoi amici... un lago cristallino per la Bellezza, le fronde di un albero per la Timidezza, le ali di una farfalla per la Voluttà, una folata di vento per la Libertà... e così la Generosità finì per nascondersi dietro un raggio di sole. L'Egoismo trovò un nascondiglio accogliente ben ventilato e tutto per sè, la Menzogna si nascose sul fondo dell'oceano (non è vero è dietro l'arcobaleno), la Passione e il Desiderio al centro dei vulcani… l'Oblio… non ricordo… Quando la Pazzia contò 999.999 l'Amore non aveva ancora trovato un posto... erano tutti occupati... finchè vide un cespuglio di rose e si nascose lì dietro. "Un milione" disse la Pazzia e cominciò a cercare. La prima ad essere trovata fu la Pigrizia lì a tre passi, poi toccò alla Fede che discuteva a voce alta con Dio, poi sentì vibrare la Passione e il Desiderio in fondo al vulcano. Trovò per caso l'Invidia e dedusse dove fosse il Trionfo... l'Egoismo non lo trovò mai, trovò la Bellezza... il Dubbio fu semplice: non sapeva da che parte dello steccato nascondersi! Trovò tutti: il Talento nell'erba fresca, l'Angoscia in una grotta buia, la Menzogna nell'arcobaleno e l'Oblio che si era dimenticato che stava giocando. Solo l'Amore non si trovava ... la Pazzia scorse il cespuglio e scosse i rami... all'improvviso si udì un grido di dolore: le spine avevano ferito gli occhi dell'Amore. La Pazzia non sapeva più come fare a discolparsi e scusarsi. E proprio da allora... da quando per la prima volta si giocò a nascondino sulla terra... l'Amore è cieco e la Pazzia lo accompagna sempre...
Se sei arrabbiato con qualcuno
Se sei arrabbiato con qualcuno, e nessuno dei due fa nulla per sistemare le cose... fallo tu.
Può darsi che oggi questa persona voglia ancora essere tua amica, e se non fai qualcosa, forse domani potrebbe essere troppo tardi.
Se sei innamorato di qualcuno, però questa persona non lo sa.... diglielo.
Magari oggi anche questa persona è innamorata di te e, se non glielo dici oggi, può darsi che domani sia troppo tardi.
Se muori dalla voglia di dare un bacio a qualcuno... daglielo.
Forse anche questa persona vorrebbe avere un tuo bacio, e se non glielo dai oggi, può darsi che domani sia troppo tardi.
Se ami ancora una persona che credi ti abbia dimenticato... diglielo.
Forse questa persona ha sempre continuato ad amarti, e se non glielo dici oggi, forse domani sarà troppo tardi.
Se hai bisogno dell'abbraccio di un amico... chiediglielo.
Magari lui ne ha bisogno ancora più di te, e se non glielo chiedi oggi, forse domani sarà troppo tardi.
Se hai degli amici che apprezzi veramente... diglielo.
Forse anche loro ti apprezzano, e se lasci che se ne vadano, o che si allontanino da te, forse domani sarà troppo tardi.
Se vuoi bene ai tuoi, e non hai mai avuto l'opportunità di dimostrarglielo... fallo.
Oggi sono lì con te, e puoi ancora dimostrarglielo, ma se se ne andassero...
domani potrebbe essere troppo tardi.
SOLO PER DONNE FENOMENALI
Tieni sempre presente che la pelle fa le rughe, i capelli diventano bianchi, i giorni si trasformano in anni….
Pero` cio` che e` importante non cambia; la tua forza e la tua convinzione non hanno eta`.
Il tuo spirito e` la colla di qualsiasi tela di ragno.
Dietro ogni linea di arrivo c`e` una linea di partenza.
Dietro ogni successo c'e` un`altra delusione.
Fino a quando sei viva, sentiti viva.
Se ti manca cio' che facevi, torna a farlo.
Non vivere di foto ingiallite…insisti anche se tutti si aspettano che abbandoni.
Non lasciare che si arruginisca il ferro che c`e` in te.
Fai in modo che invece che compassione, ti portino rispetto.
Quando a causa degli anni non potrai correre, cammina veloce.
Quando non potrai camminare veloce, cammina.
Quando non potrai camminare, usa il bastone.
Pero` non trattenerti mai!!!
ISTRUZIONI PER LA VITA
Mangia molto riso integrale.
Dai alla gente più di quello che si aspetta e fallo con gusto.
Memorizza la tua poesia preferita.
Non credere in tutto quello che ascolti.
Non spendere tutto quello che possiedi e non dormire quanto vorresti.
Quando dici "ti amo", dillo sul serio.
Quando dici "mi dispiace", guarda negli occhi la persona.
Mantieni un fidanzamento almeno sei mesi prima di sposarti.
Se credi nell'amore a prima vista, non prenderti gioco mai dei sogni degli altri.
Ama profondamente e appassionatamente: puoi uscirne ferito, però è l'unico modo di vivere la vita completamente.
In caso di disaccordo, sii leale.
Non offendere e non giudicare gli altri per i loro parenti.
Parla lentamente ma pensa con rapidità.
Se qualcuno ti fa una domanda alla quale non vuoi rispondere sorridi e chiedigli: "perché vuoi saperlo?"
Ricorda che il più grande amore, come i maggiori successi, comporta i maggiori rischi.
Quando perdi, non perdere la lezione, ricorda le tre "R": rispetto verso te stesso rispetto verso gli altri responsabilità per tutte le azioni
Non permettere che un piccolo disguido danneggi una grande amicizia.
Quando ti rendi conto che hai commesso un errore, correggilo immediatamente.
Sorridi quando rispondi al telefono, chi ti chiama potrà sentirlo della tua voce.
Sposati con una persona cui piaccia conversare: quando sarete anziani, la vostra abilità nel conversare sarà più importante di qualsiasi altra cosa.
Passa un po' di tempo in solitudine.
Apri le braccia al cambiamento però non disfarti dei tuoi valori.
Ricorda che il silenzio, a volte, è la migliore risposta.
Leggi più libri e guarda meno la tv.
Vivi una vita buona e onorabile, quando sarai vecchio e ricorderai il passato, vedrai come la potrai godere per la seconda volta.
Abbi fiducia in Dio ma chiudi bene la tua auto.
Un' atmosfera amorosa in casa è importante: fai tutto il possibile per creare un ambiente tranquillo e armonioso.
In caso di disaccordo con i tuoi cari, dai importanza alla situazione presente, non rinvangare il passato.
Leggi fra le righe e condividi le tue conoscenze: è un modo per ottenere l'immortalità.
Sii gentile con il pianeta.
Non interrompere mai qualcuno che ti sta mostrando affetto.
Fatti i fatti tuoi.
Non fidarti di chi non chiude gli occhi quando ti bacia.
Una volta all'anno visita un luogo nel quale tu non sia mai stato.
Se guadagni molto denaro, mettilo a disposizione per aiutare gli altri quando sei ancora in vita: questa è la maggiore soddisfazione che la ricchezza ti possa dare.
Ricorda che non ottenere quello che vuoi, a volte, è un colpo di fortuna.
Impara tutte le regole e poi infrangine qualcuna.
Ricorda che la migliore relazione è quella in cui l'amore fra due persone è più grande della necessità che hanno una per l'altra.
Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui dovresti rinunciare per ottenerlo.
Abborda l'amore e la cucina con un certo temerario abbandono.
HO IMPARATO...
HO IMPARATO...CHE QUANDO SEI INNAMORATO...SI VEDE.
HO IMPARATO...CHE BASTA UNA PERSONA CHE MI DICE CHE GLI HO MIGLIORATO LA GIORNATA...PER MIGLIORARE LA MIA.
HO IMPARATO....CHE E' PIU' IMPORTANTE ESSERE GENTILI CHE CORRETTI.
HO IMPARATO...CHE POSSO SEMPRE PREGARE PER QUALCUNO QUANDO NON HO LA FORZA PER AIUTARLO IN QUALCHE ALTRO MODO.
HO IMPARATO...CHE ANCHE SE LA VITA VUOLE CHE TU SIA SERIO.... TUTTI HANNO BISOGNO DI UN AMICO PER DIVERTIRSI.
HO IMPARATO....CHE A VOLTE A UNA PERSONA SERVE SOLO UNA MANO DA TENERE E UN CUORE CHE CAPISCE.
HO IMPARATO...CHE LA VITA E' COME LA CARTA IGIENICA. FINISCE IN FRETTA...MAN MANO CHE ARRIVA ALLA FINE.
HO IMPARATO...CHE DOVREMMO ESSERE CONTENTI CHE DIO NON CI HA DATO TUTTO QUELLO CHE VOGLIAMO.
HO IMPARATO...CHE I SOLDI NON COMPRANO LA CLASSE.
HO IMPARATO...CHE SONO LE PICCOLE COSE NELLA VITA CHE LA RENDONO COSI' BELLA.
HO IMPARATO...CHE SOTTO ALLA CORAZZA DI OGNUNO C'E' SEMPRE QUALCUNO CHE VUOLE ESSERE AMATO E APPREZZATO.
HO IMPARATO...CHE DIO NON HA FATTO TUTTO IN UN GIORNO... COSA MI FA PENSARE CHE IO CI RIESCA??
HO IMPARATO...CHE IGNORARE I FATTI... NON CAMBIA I FATTI...
HO IMPARATO....CHE QUANDO VUOI VENDICARTI DI QUALCUNO... LASCI SOLO CHE QUEL QUALCUNO CONTINUI A FARTI DEL MALE.
HO IMPARATO....CHE L'AMORE, NON IL TEMPO...GUARISCE LE FERITE.
HO IMPARATO...CHE IL MODO PIU' FACILE PER CRESCERE COME PERSONA, E' CIRCONDARMI DI PERSONE PIU' INTELLIGENTI DI ME.
HO IMPARATO....CHE OGNI PERSONA CHE CONOSCI...MERITA DI ESSERE SALUTATA CON UN SORRISO.
HO IMPARATO...CHE NESSUNO E' PERFETTO... FINCHE' NON TI INNAMORI.
HO IMPARATO...CHE LA VITA E' DURA.... MA IO DI PIU'!!!
HO IMPARATO...CHE LE OPPORTUNITA' NON VANNO MAI PERSE.... QUELLE CHE LASCI ANDARE TU...LE PRENDE QUALCUN ALTRO.
HO IMPARATO...CHE QUANDO SERBI RANCORE E AMAREZZA... LA FELICITA' VA DA UN'ALTRA PARTE
HO IMPARATO...CHE BISOGNEREBBE SEMPRE USARE PAROLE BUONE... PERCHE' DOMANI FORSE SI DOVRANNO RIMANGIARE.
HO IMPARATO....CHE UN SORRISO E' UN MODO ECONOMICO PER MIGLIORARE IL TUO ASPETTO.
HO IMPARATO...CHE NON POSSO SCEGLIERE COME MI SENTO... MA POSSO SEMPRE FARCI QUALCOSA.
HO IMPARATO...CHE QUANDO TUO FIGLIO APPENA NATO,TIENE IL TUO DITO NEL SUO PICCOLO PUGNO...TI HA AGGANCIATO PER LA VITA.
HO IMPARATO...CHE TUTTI VOGLIONO VIVERE IN CIMA ALLA MONTAGNA.... MA TUTTA LA FELICITA' E LA CRESCITA AVVENGONO MENTRE LA SCALI.
HO IMPARATO...CHE E' MEGLIO DARE CONSIGLI SOLO IN DUE CIRCOSTANZE... QUANDO E' RICHIESTO E QUANDO NE DIPENDE LA VITA.
HO IMPARATO...CHE MENO TEMPO SPRECO... PIU' COSE FACCIO.

 


 

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